Fossano BLOG !

...blog ufficiale di Luciano Casasole

 
  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home

"DURA LEX.......SED LEX"

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

“DURA LEX…… SED LEX”

 

Finalmente ci siamo! Siamo diventati una volta per tutte un Paese serio, un Paese che sa farsi rispettare, un Paese in cui non c’è più spazio per delinquenti di ogni risma, nazionalità, cultura o religione.

Da oggi in poi a tutti i cittadini del Paese Italia e della Comunità internazionale intera rivolgiamo un severo ed ultimativo monito: FATE ATTENZIONE!!

Nei gloriosi ed imperituri cieli d’Italia torna a risplendere, sontuoso e virile come non mai il drastico precetto latino: ”DURA LEX...... SED LEX” (anche la legge più dura è pur sempre legge).

Nume tutelare delle gloriose gesta imperiali di un tempo che fu non è l’intemerato ex deputato capitolino Teodoro Buontempo detto “er pecora”, non è l’intransigente e muscolare sindaco di Roma Gianni Alemanno, passato alla storia per avere sbaragliato in un’unica tornata elettorale il suo più irriducibile e pugnace avversario, l’ex segretario-disastro del PD Walter Veltroni. Molto di più: è il risoluto e granitico Ministro dell’Interno leghista Bobo Maroni: proprio lui, quello di “ Roma ladrona .. la Lega non perdona“.

Da oggi in poi nessuno osi sfidare il braccio violento della legge italiana!.

State tutti in campana, dunque, chiunque voi siate, da ovunque voi veniate! L’occhio vigile e attento del nostro Ministro scruta su di voi con cipiglio severo e ammonitore. Nessuna violazione alla legge sarà più tollerata; e quindi…. Alt all’ingresso dei clandestini in Italia! Da oggi in poi la nostra Imperiale Marina verrà dispiegata con tutti i suoi più potenti mezzi di contrasto, a salvaguardia dell’intangibilità sacra e perenne del suolo patrio.

Direte voi:”Oddio, perché,… siamo sotto attacco di una potenza straniera? Il pericolo bolscevico è di nuovo alle porte? I vandali di Genserico hanno nuovamente preso possesso, dopo 1500 anni, delle coste nordafricane minacciando di scatenare da lì le scorrerie con le quali misero, secoli addietro, a ferro e fuoco l’ormai agonizzante Impero Romano d’occidente? No, ma quasi.

Un’orda di mendicanti disperati, pericolosi per la sopravvivenza stessa della nostra civiltà, tenta di far breccia nel muro comunque impenetrabile degli italici patrii confini.

Contro tale letale pericolo un solo grido va levato alto e solenne dai colli fatali della maestosa Roma:

Cittadini italiani.... ascoltate!! L’ora segnata dal destino… batte nel cielo della nostra Patria...! L’Italia teleimbonita e leghista è ancora una volta in piedi forte, fiera e compatta come non mai…! La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti...! Essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi ai mari del sud: RESPINGERE e RESPINGEREMO!!

Direte voi: ma cos’è tutto questo? La trama scarsa di un prossimo film dell’orrore? La sceneggiatura abbozzata di un futuro cinepanettone in corso di ripresa? L‘ultimo disperato format di una casa di produzione vicina al fallimento?

Niente di tutto questo; peggio : è l’amara descrizione, filtrata dal velo triste dell’ironia, delle ultime due settimane di cronaca politica italiana.

In prossimità delle elezioni, il Ministro Maroni, dalla sua comoda poltrona al Viminale, decide di avviare un’azione di contrasto al fenomeno degli sbarchi clendestini ordinando ai pattugliatori di costa dispiegati nel canale di Sicilia, di riportare verso le coste libiche i barconi carichi di disperati, provenienti da quelle stesse terre.

Si dirà: beh, elezioni o no è comunque giusto porre un freno agli sbarchi di irregolari nel nostro Paese; non è possibile ospitare chiunque lo voglia; ci sono leggi sui flussi migratori che vanno rispettate; occorre garantirsi contro il rischio che, gente introdottasi clandestinamente, una volta sbarcata senza valide prospettive di lavoro e senza mezzi di sostentamento propri, finisca per rifluire nel circuito pericoloso della criminalità .

Tutte obiezioni assolutamente valide e di buon senso a cui mi riservo nel merito di dare una risposta in un prossimo articolo.

Ciò che invece adesso vorrei sottolineare è la filosofia a cui questo come altri recenti provvedimenti adottati in questi giorni dal Governo dice di volersi ispirare: il ristabilimento di una nuova politica della sicurezza.

Maroni e tutta la sua elevata compagnia di giro motivano in estrema sintesi, le nuove decisioni adottate in materia di immigrazione clandestina con la necessità di preservare i cittadini italiani dal rischio di un rafforzamento della criminalità dilagante: bene!

E allora visto che di criminalità dobbiamo parlare, è giusto parlarne a 360 gradi, facendo riferimento a tutte le sue varie forme e declinazioni e quindi, anche alla criminalità finanziaria.

Non so quanti di voi hanno sentito parlare di “class action“. Per quei pochi o tanti che non lo sapessero, dirò adesso che è un’azione risarcitoria collettiva.

La class action permette a più individui, accomunati nel danno derivante, ad esempio, da azioni fraudolente ed illegali consumate dai vertici di un azienda, di intraprendere un' unica causa di risarcimento, ed estenderne i benefici a chiunque abbia subito lo stesso danno. Oggi, in Italia, le azioni di risarcimento sono individuali: anche se il pregiudizio discende da un unico atto, ogni danneggiato deve intraprendere la propria azione legale e sostenerne l' onere. Tanti sono costretti a rinunciare a causa dei costi inevitabilmente alti che un’azione del genere comporta in termini di parcelle legali, perizie e quant’altro. E il risarcimento, peraltro, non è necessariamente lo stesso per tutti, essendo stabilito in cause distinte.

Casi del genere in Italia se ne sono già registrati nel recente passato: si pensi fra gli altri, ai bond argentini e Cirio, ai casi Parmalat ed Alitalia. Fiumi di denaro proveniente dal pubblico dei risparmiatori, letteralmente bruciati dal fallimento di aziende guidate da faccendieri senza scrupoli, da raiders dell’alta finanza del tutto indifferenti alle tragedie familiari che quelle perdite avrebbero provocato in decine di migliaia di famiglie. Risparmi di una vita di lavoro, irreparabilmente divorati dalla cupidigia di potere e di ricchezza di poche persone.

Ecco, l’introduzione della class action in Italia avrebbe sortito un duplice obiettivo: sanzionare da un lato, con l’obbligo di massicci risarcimenti, il comportamento criminale di chi, abusando dell’ingenua fiducia dei risparmiatori, li ha defraudati in passato dei loro piccoli o grandi risparmi e, parallelamente, creare dall’altro, uno straordinario meccanismo deterrente contro chi accarezzasse l’idea di fare altrettanto in futuro.

Dico avrebbe sortito non per caso: ed infatti, uno dei pochi, per non dire probabilmente l’unico provvedimento serio adottato dal Governo Prodi prima di cadere è stato, appunto, l’approvazione della legge introduttiva nel nostro ordinamento proprio dell’ azione collettiva.

Chiusasi quella parentesi di governo e reinsediatosi Berlusconi al potere, con la scusa di dover introdurre misure correttive al testo già approvato al fine di rendere la normativa più efficace, quella legge è stata sterilizzata e resa inefficace. Al suo posto ne è stata presentata un altra che da più di un anno rimbalza fra i banchi delle due Camere senza che si arrivi ad una conclusione del suo ciclo di approvazione.

Ebbene, sapete qual è la notizia che quasi in forma clandestina filtra nelle pagine interne di qualche quotidiano in data 13 maggio 2009, in pieno imperversare di politica dei respingimenti con collegate comparsate elettoral-televisive di ministri e sottasegretari?

La seguente: L'Aula del Senato ha approvato un emendamento di Alberto Balboni (Pdl) al disegno di legge "Sviluppo" che cancella la retroattività, prevista nel testo del ddl che era uscito dalla Commssione Industria, a partire dal luglio 2008. L'azione collettiva sarà dunque possibile solo per gli "illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore" del disegno di legge "Sviluppo" collegato alla Finanziaria.

Tradotto in parole semplici, la nota significa che l’azione collettiva, quando e se sarà definitivamente approvata dal Parlamento in futuro, escluderà comunque la possibilità per chi è rimasto vittima dei casi cui, a titolo di esempio, ho sopra accennato di poter agire a tutela delle proprie ragioni.

A Napoli si direbbe “ chi ha avuto, ha avuto, ha avuto…. chi ha dato, ha dato, ha dato,…… scurdamoce ’o passato ….. ”.

E a questo punto una domanda mi sorge spontanea: Ma secondo voi, tra la moltitudine di gente disperata, povera, afflitta e vilipesa che ogni giorno si affaccia stremata e impaurita con i più precari mezzi di fortuna alle nostre coste e quei pirati dell’alta finanza che, con sprezzante disinvoltura e assoluta garanzia di impunità, scorazzando indisturbati tra i placidi e sonnolenti lidi della nostra legislazione penale e civile, mettono a repentaglio i risparmi di noi tutti, chi è più devastante per la sicurezza generale?

Io, per la verità un’idea ce l’avrei, ma penso che per il rispetto dovuto all’ intelligenza di chi legge sia superfluo sottolinearla.

Mi rivolgerei, invece, all'irriducibile Ministro Maroni con il rispetto e la deferenza dovuta ad una così alta e vigile autorità di Governo per rivolgergli un umilissimo suggerimento: e se, magari, prima di procedere al respingimento dei barconi di disperati, facessimo salire con loro anche i responsabili dei vari crack finanziari cui ho sopra accennato, non senza prima aver consigliato i disperati stessi a tener ben nascosti gli eventuali umili semplici averi portati ancora con sé?

Non sarebbe soprattutto questo un fantastico spot a garanzia della comune sicurezza di noi tutti? Ci pensi On. Maroni e Le anticipo  sin d'ora che, ove dovesse aderire all’idea, si vedrà assicurati per sempre i sensi più profondi della mia eterna ammirazione.

Devotamente Suo estimatore (!?!) …..Angelo Sorgi.

 

 

Visita e iscriviti su Facebook

Find us on Facebook

Ultimi commenti

Banner